C’è una cosa che mi sento dire spesso: “I tuoi colori sono tutti bellissimi, il problema è che mi mandano in crisi… perché li vorrei tutti!”
Ed è vero. Ma sapete cosa? Ne sono fiera. Super orgogliosa, direi.
Quando è iniziato questo progetto, mi sono affidata (rapporto che tutt’ora è presente) a delle persone per la costruzione del sito. Loro, a loro volta, avevano chiesto un parere ad un esperto, il quale aveva commentato che al mio sito mancava “qualcosa di particolare”, qualcosa “di moda”.
Quel giudizio mi aveva ferita. Ci ho pianto, non lo nascondo. Mi ha ferita perché sembrava dire: “così com’è non basta”.
Ma col tempo ho capito che invece mi era servito. Perché io non volevo uno shop “normale”. Non volevo creare l’ennesimo spazio in cui si spinge all’acquisto compulsivo. Volevo un luogo diverso.
Volevo esattamente quello che è oggi: uno spazio dove ognuno può entrare, osservare, respirare, sentire. Anche aspettare. Anche non comprare. Perché non si tratta di comprare, ma di scegliere consapevolmente. Perché un capo è molto più di un capo.
In questo spazio non si vedranno modelle “perfette” indossare tutto come se fosse cucito addosso a loro. No, perché noi che siamo “comuni mortali” dobbiamo imparare a conoscerci, ad ascoltarci. Trovare il nostro gusto, il nostro stile. Non rincorrere un ideale che non ci rappresenta, ma riconoscere cosa ci fa stare bene davvero.
È vero, l’esperto non aveva tutti i torti. Nel mio shop non c’è nulla di “alla moda”, se per moda intendiamo il continuo rincorrere il nuovo, il cambiamento imposto, il fast-fashion.
Il mio gusto, i miei capi, i miei abbinamenti non rispondono a quella logica. Sono fuori dal tempo, fuori dalle tendenze. Sono dentro una visione più profonda, più duratura. E in questo progetto mi sento pienamente me stessa. E, mi piace pensare, che sia anche un po’ vostro.
Qui si cerca la qualità, la bellezza che resta. Magari da tramandare, magari da scambiare tra noi. Un’economia più lenta, più etica, più consapevole. Un’abitudine che è anche una scelta di vita.
Io amo il mio lavoro. A volte il mio laboratorio è l’unico posto in cui sto veramente bene, ma proprio bene. Ed ho imparato che in certi giorni questo può essere un’arma a doppio taglio: potrei lavorare e dimenticarmi persino di mangiare.
Così ho imparato a darmi tempo. A non rispondere subito. A non farmi prendere dall’ansia se sono in ritardo. Perché, alla fine, sono maglioni, non salveranno il mondo. Regaleranno un sorriso, un ricordo, delle emozioni, si. E se ci sarà da aspettare un po’ di più, spero che chi sceglie i miei capi saprà comprendere che dietro ogni punto e ogni filo c’è un essere umano. E che un ritardo non rende meno bello il mio lavoro.
Per questo non rispondo “perché devo”. Se posso, lo faccio. Se non posso, se è un momento no, se ho bisogno di staccare… non lo farò. Mi fido di voi. Ed ho capito che le persone che non riescono a vivere bene questa mia modalità, semplicemente, si allontaneranno da sole.
Chi resta, chi sceglie, chi aspetta… è parte di qualcosa di più grande.
Non è uno shop. È una scelta. È un luogo. È una comunità.

