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Berretto pesante a coste e grana di riso 100% lana merinos
Ve l’ho già scritto un sacco di volte, me ne rendo conto.
Ma quando capita, mi piace riscriverlo.
Può un oggetto ricordare qualcosa?
Questa domanda torna puntuale nella mia testa e, in questo caso, è tornata pensando a quando un’amica mi ha chiesto di realizzare un berretto come regalo per una persona per lei speciale.
Non un berretto qualunque.
Un berretto che potesse ricordargli una persona per lui molto importante.
Un oggetto che dentro avesse, tra un punto e l’altro, quella sensazione che ti resta appiccicata tra i muscoli, le ossa, la pelle:
il calore, la presenza, un gesto che puoi vedere anche quando non lo hai davanti a naso.
Gli oggetti non hanno memoria.
Siamo noi a depositare significati nelle cose.
Ed è così che un capo diventa un tramite:
tra chi siamo stati e chi siamo, tra ciò che manca e ciò che ancora ci accompagna.
MIRò nasce da lì.
Dal desiderio che un oggetto possa custodire qualcosa di intimo, un affetto speciale, senza bisogno di spiegarlo: semplicemente perché lo contiene e chi deve saperlo, lo sa. Gli da una forma.
Un capo pensato per durare, fatto di materiali e forme scelte con cura e il suo cuore sta in questo suo “essere”:
nel suo scaldare senza pesare, nella sicurezza del gesto ripetuto di chi lo indossa, in quel modo naturale di stare addosso
che non chiede attenzione, ma che c’è.
Perché forse già lo sapete, ho un debole per le cose che non servono a sorprendere ma solo a “tenere” vicino un pensiero, un ricordo e questa storia, a quanto pare, mi è entrata nel cuore.